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Il suolo - parte II

Anche il mare e i laghi però fanno opera di erosione: basta pensare al modo come sono levigati e tondeggianti i ciottoli che vediamo sulle spiagge.
Tutti questi agenti (acqua, ghiaccio, venti) sono detti esogeni (= di origine esterna) poiché hanno le loro cause sulla superficie della terra. La loro azione è in parte meccanica, cioè di movimento, ed in parte chimica, cioè di trasformazione.
Acqua, ghiacci e aria (i venti) incidono sulla superficie terrestre in quanto si muovono e fanno muovere il materiale che trasportano. Esiste un rapporto tra movimento ed erosione: quanto più forte è l’uno, tanto più accentuata è l’altra, ferme restando le altre condizioni. A sua volta, il movimento dipende dal dislivello fra punto di partenza e punto di arrivo: quanto più alto è il primo rispetto al secondo, tanto più impetuoso è il movimento e tanto più notevole è quindi l’erosione. Per il vento il dislivello è di natura termica; questo vuol dire che un vento sarà tanto più violento quanto maggiore sarà la differenza di temperatura tra la zona in cui nasce e quella verso cui si dirige. Ciò dà luogo ad un fatto curioso. Il punto d’arrivo per il moto delle acque è evidentemente il livello del mare: al di sotto di esso non vi dovrebbe essere erosione. Invece in certi luoghi l’erosione avviene anche a livelli più bassi.
L’azione chimica è prevalente nell’opera delle acque che scorrono sotto la superficie, dove essa è favorita dalla temperatura e dalla pressione che sono elevate, il risultato è che certe sostanze vengono sciolte e trasformate in altre.
Il fenomeno è particolarmente interessante nei terreni carsici, formati da materiale calcareo, cioè composto di calcio. L’acqua corrode il Carbonato di Calcio, che non si scioglie, lo trasforma in Bicarbonato di Calcio, che si scioglie, e lo trasporta con sé fin quando incontra una cavità. Qui, poiché la pressione è minore, alcune parti della soluzione evaporano (Anidride Carbonica) ed una parte torna a depositarsi riassumendo la forma di Carbonato di Calcio. Questi depositi sono caratteristici, a forma di colonnine che sorgono in corrispondenza ai punti in cui l’acqua gocciola. La goccia, mentre pende dall’alto, perde per evaporazione un po’ di acqua e quindi lascia dove si attacca una patina di Carbonato di Calcio; quando cade a terra, perde altra acqua e lascia altro Carbonato. Sono quantità molto piccole; ma a poco a poco si ingrandiscono. Le colonne che pendono dal soffitto delle grotte si dicono stalattiti; quelle che sorgono dal basso si chiamano stalagmiti. I terreni carsici hanno aspetti interessanti anche in superficie: vi sono i campi solcati, con solchi che sembrano scavati dalle ruote di un carro, sul cui fondo si deposita una terra rossiccia (terra rossa) ricca di composti di ferro, insolubili nell’acqua. Vi sono le doline, cioè cavità quasi sempre circolari, non molto profonde, nel cui centro c’è talora un inghiottitoio, funzionante come scarico nel periodo di siccità e come sorgente nel periodo delle piogge abbondanti; l’acqua raccolta nel terreno circostante sgorga dall’inghiottitoio e riempie le doline. In genere si trovano in queste zone molte caverne, pozzi, voragini, tutti scavati dalle acque. Fra gli agenti esogeni bisogna ricordare il calore del sole che, dilatando i corpi col variare di temperatura, provoca a volte fessure nelle rocce fino a farle sgretolare, e l’opera dell'uomo. L’azione degli agenti esogeni è in
gran parte diretta a livellare i terreni, mentre quella degli agenti endogeni (vulcani, terremoti, ecc.) tende a creare dislivelli.

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