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Il suolo - parte I

Durante le piogge, l’acqua che scorre per la strada porta via il terriccio sparso e lo deposita in certi angolini formando mucchietti di fango o sabbia, lisci e tondeggianti. Tornato il sereno, i bambini spesso si divertono ad affondarvi i piedi e a lasciarvi un’orma.
Al centro delle città non sempre si può notare questo fenomeno perché l’acqua che scorre è inghiottita dalle bocche delle fogne insieme col materiale che trasporta, il quale perciò non può depositarsi in luoghi che si vedono. Nelle strade meno curate o in certi angoli dei cortili tuttavia, è possibile che avvenga qualche deposito e quindi tutti più o meno possono notarlo.
In ogni caso si tratta di fatti molto modesti. Invece nelle campagne le cose sono più evidenti. L’acqua che scorre, specialmente in terreni a forte pendenza, scava nel suolo solchi e buche, porta via e fa crollare discrete quantità di materiali, provoca frane e dirupi e, quando è in gran quantità, dà luogo ad alluvioni che sommergono in un mare di fango interi paesi o quartieri.
Talvolta asporta la terra su cui poggiano i grossi massi, cosicché questi rotolano verso valle rovinosamente. In certi luoghi col continuo scorrere leviga la roccia che non riesce a smuovere, la scava e l’assottiglia (marmitte dei giganti). In altri ancora, filtrando sotto terra, si apre canali, scava delle grotte e, dove trova strati di terra meno resistenti, riesce ad eroderli tutti o a farli scivolare di modo che anche la massa di terreno che sta sopra scorre verso il basso (smottamento).
Man mano che scende verso il livello del mare e trova zone a pendenza più dolce o pianeggianti, l’acqua scorre in modo più lento e non ha quindi la forza di tirarsi dietro il materiale. Prima le più grosse, poi man mano le più piccole particelle di terra si vanno depositando al suolo o, come si dice meglio, sedimentano. A lungo andare, per questa sedimentazione, le depressioni del suolo si riempiono e si innalzano, mentre le parti più alte vengono erose e abbassate: si ha così un certo appianamento di livello.
A causa del calore, della pressione e di altri fattori, il materiale sedimentato tende a diventare compatto e a formare le rocce che si dicono sedimentarie.
L’azione delle acque piovane si dice erosione (o sedimentazione) meteorica, poiché la pioggia e tutte le altre precipitazioni si chiamano meteore.
Vi sono altre erosioni e sedimentazioni dovute ad altri agenti: moreniche, eoliche, da acqua corrente o fluviale, da acqua marina.
L’erosione morenica è quella prodotta dai ghiacciai che, scorrendo lentamente verso il basso, premono contro le pareti e il suolo della montagna ed asportano il materiale che riescono a smuovere oppure levigano le rocce compatte. Giunti nelle zone a temperatura più elevata, i ghiacci si sciolgono ed il materiale trasportato sedimenta disponendosi in forme tondeggianti caratteristiche dette morene.
L’erosione eoiica è quella del vento (da Eolo, che nella mitologia greca e romana era il dio dei venti). Essa si manifesta in modo evidente nei terreni sabbiosi o desertici, dove intere collinette di sabbia (le dune) vengono spostate progressivamente da un luogo all’altro. Però anche in luoghi non desertici l’azione del vento produce effetti notevoli, specie là dove esso soffia in modo costante, In parecchie zone l’erosione eolica dà origine alle così dette piramidi di terra. Non riuscendo a spostare i sassi di un certo peso né il terreno su cui essi poggiano, il vento porta via il materiale che sta attorno, di modo che alla fine il sasso appare sospeso in cima ad una torretta conica.
L’erosione fluviale è simile a quella dell’acqua piovana, ma produce effetti più grandi e duraturi. L’azione marina e lacustre è più importante per la sedimentazione che per l’erosione. Sul fondo dei mari o dei laghi, infatti, si ammassano grandi quantità di materiali che le acque, nel loro continuo movimento, vanno lentamente spianando, sì che il profilo dei fondali è molto più dolce di quanto non sia quello delle terre emerse.
 

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